L'Autovalutazione del Rischio AML: scadenze e Regole Tecniche per i Professionisti
- 22 apr
- Tempo di lettura: 2 min

Sintesi
Il corretto presidio del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo rappresenta un obbligo normativo e deontologico fondamentale per i professionisti e i soggetti obbligati. In tale ambito, riveste un'importanza cruciale l'adempimento dell'autovalutazione del rischio, un onere specificamente sancito e disciplinato dagli artt. 15 e 16 del D.Lgs. 231/2007.
In base a quanto disposto dalla Regola Tecnica n. 1 (RT1), emanata dal Consiglio Nazionale il 16 gennaio 2025, i professionisti iscritti sono tenuti all'aggiornamento della propria autovalutazione del rischio ogniqualvolta si riscontrino rilevanti mutamenti nei parametri di valutazione precedentemente assunti . In ogni caso, il dettato normativo impone che tale aggiornamento avvenga entro un anno dalla pubblicazione dell'aggiornamento periodico della summenzionata Analisi nazionale . Giova evidenziare che questa nuova disposizione introduce un obbligo di tempestività nettamente più stringente rispetto alla pregressa formulazione, la quale consentiva di ottemperare all'aggiornamento con una cadenza temporale triennale . Conseguentemente, in virtù della pubblicazione avvenuta in data 27 maggio 2025, il termine ultimo e perentorio per provvedere all'aggiornamento dell'autovalutazione del rischio (RT1) è fissato al 27 maggio 2026.
In merito alle prassi organizzative interne, occorre prestare particolare attenzione alle modalità di espletamento dell'adempimento per i professionisti che esercitano in forma associata o societaria. Nel caso specifico delle Società tra Professionisti (STP) e degli Studi Associati, la normativa e le prassi di settore consentono l'esecuzione della valutazione e dell'autovalutazione del rischio in maniera unificata. Tale procedura centralizzata permette l'adozione di un approccio consolidato a livello di Studio, semplificando la compliance antiriciclaggio e garantendo un controllo omogeneo ed efficace delle vulnerabilità dell'intera compagine professionale.
Adeguarsi puntualmente a queste prescrizioni non rappresenta un mero formalismo burocratico. L'Analisi nazionale e il conseguente aggiornamento documentale dello Studio permettono la reale ed efficace predisposizione di strumenti idonei al contenimento e alla gestione dei gravosi rischi insiti nelle prestazioni professionali.
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