L’IA entra nel D.Lgs. 231/2001: la solita "paper compliance" non vi salverà dal rischio penale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160 (in vigore dal 30 settembre 2026) , l’ordinamento italiano ha compiuto un passaggio critico nell’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e della legge delega 23 settembre 2025, n. 132.
Non si tratta di una semplice cornice regolatoria o burocratica: siamo di fronte a una vera e propria estensione della responsabilità penale che colpisce direttamente le persone fisiche e gli enti societari. L'impiego imperfetto, non protetto o distorto dei sistemi di intelligenza artificiale valica ufficialmente la soglia del "penalmente rilevante".
Il punto non è vietare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo è poterla governare.
Le nuove fattispecie incriminatrici: art. 437-bis c.p. e art. 612-quater c.p.
La riforma introduce nel codice penale due delitti dalle caratteristiche strutturali profondamente diverse:
Omessa adozione di misure di sicurezza e alterazione illecita (Art. 437-bis c.p.): sanziona chi omette di adottare le doverose misure di sicurezza sui sistemi di IA ad alto rischio o ne altera illecitamente il funzionamento, laddove ne derivi un pericolo concreto per beni giuridici di primario rilievo. La punibilità è rigorosamente delimitata dall'elemento della colpa grave, nel rispetto del principio penale di extrema ratio.
Diffusione illecita di contenuti alterati tramite IA (Art. 612-quater c.p.): incrimina la diffusione non autorizzata di contenuti generati o manipolati (deepfake). A differenza dell'art. 437-bis c.p., si tratta di un reato di evento che non si limita ai soli sistemi ad alto rischio. Ciò espone a responsabilità una platea ben più ampia di aziende, in particolare nei settori che impiegano l'IA generativa nei processi di comunicazione, creatività e marketing. Sul punto abbiamo parlato anche qui: Icone dell'UE per l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA.
L'esordio dell'art. 25-vicies del D.Lgs. 231/2001 e i rimedi civili
La vera scossa per i vertici aziendali deriva dall'introduzione dell'art. 25-vicies nel D.Lgs. n. 231/2001, che annovera i delitti legati all'IA tra i reati-presupposto della responsabilità amministrativa degli enti.
Se una delle nuove fattispecie viene commessa nell'interesse o a vantaggio dell'impresa, la società risponderà direttamente con sanzioni pecuniarie e interdittive.
Contestualmente, il legislatore ha introdotto specifici strumenti per velocizzare e rafforzare il risarcimento dei danni cagionati dall'uso di sistemi algoritmici.
La critica alla "compliance finta o di carta: l'illusione dell'aggiornamento formale
Il rischio più grave per i consigli di amministrazione è cedere all'illusione della paper compliance. Ritenere che per tutelare l'ente sia sufficiente una delibera di facciata o una clausola generica inserita nel Modello Organizzativo e di Gestione (MOG 231) rappresenta una colossale miopia strategica e giuridica. L'ingresso dell'IA nel sistema 231 non crea un vago e indefinito "rischio IA", ma impone una valutazione selettiva, tecnica e rigorosamente proporzionata dei rischi-reato concretamente annidati nei processi aziendali.
Dalla tecnologia alla Governance: il decalogo operativo per le imprese
Per trasformare la compliance sull'intelligenza artificiale da mero adempimento normativo in un reale strumento di governo del rischio penale, le imprese devono strutturare un'architettura organizzativa fondata su pilastri chiari:
Risk assessment analitico: mappare tutti i software e algoritmi in uso, identificandone il ruolo nei processi e la qualificazione ai sensi dell'AI Act.
Governance e perimetri di responsabilità: definire chiaramente chi risponde della gestione, del controllo e della manutenzione dei sistemi.
Supervisione umana e tracciabilità: garantire il principio di human oversight e la tracciabilità delle decisioni algoritmiche.
Formazione mirata del personale: istruire dipendenti e collaboratori sull'uso lecito degli strumenti di IA generativa per prevenire la diffusione illecita di contenuti protetti o lesivi
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Copyright: Unsplash · Emiliano Vittoriosi
Testo elaborato con il supporto parziale di sistemi di IA



